A parole tue / Festival dell’Innovazione 2015

Con i miei colleghi Laserinn Mario Padolecchia e Vito Pesola siamo stati protagonisti del Talent “A parole Tue” al Festival dell’innovazione di Bari.

A Parole Tue è un talent show in cui i concorrenti, attraverso pitch di 5 minuti, raccontano le loro storie di straordinaria innovazione. Ad una giuria tecnica (esperti di comunicazione, giornalisti) e una giuria popolare il compito di scegliere il miglior storyteller.

A condurre la serata Alessio Giannone, alias Pinuccio.

Durante il mio pitch ho raccontato la mia storia fatta di innovazione e tradizione, di recupero del patrimonio culturale e dell’artigianato locale attraverso la tecnologia più attuale.

 

Tra le exhibit proposte da Laserinn la nostra stampante 3D Delta Wasp che lavora plastica e argilla.

‪#‎FdI2015‬

A cura di: ARTI Puglia – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione

http://www.arti.puglia.it/

Design & food da Eataly a Bari

Per la prima volta design & food da Eataly.

L’evento, organizzato a Bari, presenta due donne: me e la mia collega IdaKia.

In esposizione e vendita le mie ceramiche: Dettagli_Minareto, Opuntia, Filet e una rivisitazione dei tradizionali Pumi proposti in due colori. Gli eco accessori in carta e le cluth in polipropilene fatte a mano realizzati con il gruppo DecadeLab e le shopping bag “La Costituzione”.

Vi aspettiamo per tutto il mese al primo piano dello store!

 

44^ MOSTRA DELL’ARTIGIANATO FASANESE #MAF14

Secondo premio per “Idee a regola d’arte” per “Filet” della designer Valentina De Carolis e dell’artigiano Vito Pugliese di Maioliche Pugliese. La motivazione:

“Per la profonda attenzione nel recupero di una delle lavorazioni più tipiche ed affascinanti della nostra città e la di essa brillante trasposizione funzionale, per la grande sinergia con le realtà produttive artigianali ed il territorio, per un progetto che promette modernità nel recupero originale della memoria”.

Terzo premio per “Idee a regola d’arte” ancora alla designer De Carolis e all’artigiano Pugliese a cui si aggiunge un altro artigiano, Vito Olive per “Opuntia“. La motivazione:

Linee che disegnano, segni che decorano, forme che ricordano. E tornano alla memoria campi rossi divisi da muri a secco e campanili bianchi contro il cielo blu. Per la piacevolezza grafica, la libertà compositiva, la variegata lavorazione e cui sottende la produttiva collaborazione di più qualificate competenze”.

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44^ Mostra dell’Artigianato Fasanese #MAF14

Secondo posto alla Mostra dell’Artigianato Fasanese 2014 per il concorso dedicato agli stand per le ceramiche della collezione Dettagli_vasi Minareto di Valentina De Carolis_designer accompagnate dalle  foto del Minareto-Villa Damaso Bianchi della fotografa e designer Ida Chiatante alias IdaKia. Un connubio vincente!

“Secondo posto, come miglior stand, al numero 10 della designer Valentina De Carolis. La motivazione: “Scelte rigorose, immagini ordinate, geometrie che raccontano la storia di una singolarità dei nostri luoghi. Per l’abilità di trasformare il fascino di un’emozione in un progetto, per la capacità di trovare un equilibrio formale tra civiltà, cultura, attitudine e mercato”

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Le shopping bag “La Costituzione” per I <3 Minareto

Nuovi colori per  le shopping bag “La Costituzione” art 9 realizzate per l’Associazione Pro Selva di Fasano (BR) per promuovere le attività inerenti il Minareto, gioiello architettonico degli inizi del ‘900 ispirato all’architettura d’Oriente.

Durante la giornata I ❤ Minareto e durante tutte le attività in calendario per l’estate 2013, si potranno acquistare le shoppers realizzate per la Pro Selva per celebrare il centenario del Minareto.

Divertenti, colorate, eleganti per conservare un ricordo utile delle attività promosse per attirare l’attenzione su un bene di immenso valore architettonico e storico. Scegliete la vostra e non esitate! Vi aspettiamo!

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IL MINARETO- VILLA DAMASO BIANCHI

Villa Damaso Bianchi, più comunemente conosciuta come il Minareto, è una villa in stile moresco costruita nel 1912 alla Selva di Fasano (Br) da Damaso Bianchi, un eccentrico pittore nato a Bari nel 1861. Fasanese di adozione, Damaso Bianchi, fu uno dei primi ad interessarsi della tutela del paesaggio boschivo della Selva tanto da meritare l’incarico di ispettore onorario dei monumenti, degli scavi e oggetti d’antichità e d’arte.

Rimasto affascinato dall’Oriente, probabilmente dopo un viaggio in quelle terre, Damaso Bianchi  fece realizzare su uno dei luoghi più panoramici della Selva, questa costruzione che curò in ogni dettaglio e chiamò “minareto” per via dell’originale torre che svetta dalla vegetazione e sulla quale, come un muezzin invita alla preghiera, così l’ideatore doveva restare incantato nello scorgere un panorama che a 360° spazia dal mare ad est, per perdersi nella valle del Canale di Pirro sino alle ultime propaggini delle Murge ad Ovest.
Il Minareto negli anni ’20 e ’30 del ‘900 fu luogo di rinomate feste mondane e di cultura, visto che don Damaso era anche un apprezzato pittore.
Si racconta che durante le feste in cima alla torre venisse acceso un lume ad acetilene per simboleggiare il faro della cultura, il sacro fuoco dell’arte.
Fu anche scuola di tessitura tenuta dalla nuova moglie Benedetta Tangari, in seguito alla scoperta di una correlazione tra la cultura dell’Altosalento e quella orientale: i trulli, i tappeti fasanesi e le bisacce.
Nel 1935 Damaso Bianchi si spense e nel 1937 il suo primogenito, Giuseppe, vendette il Minareto, ad un prezzo simbolico, alla GIL (Gioventù Italiana del Littorio) di Brindisi, con lo scopo di farne una colonia climatica per bambini intitolata al genitore che operò sino agli anni ’50 e ’60.  Nel 1975 una legge decretò la soppressione degli Enti “inutili” e così venne sciolta la “Gioventù Italiana” e il bene passò alla Regione Puglia (febbraio 1976).

Dopo vari tentativi, nel 2003 la Regione Puglia ha concesso in fitto al Comune di Fasano la struttura e sono in corso lavori e progetti per il recupero della villa di cui, purtroppo, poco è rimasto dell’originario sfarzo. Nel 2006 è stato effettuato dal Comune di Fasano un intervento di ripristino dello spazio esterno antistante l’ingresso e vi si sono tenuti alcuni incontri e concerti. Sono in programma interventi di consolidamento e ripristino delle sale interne e della stessa torre che, una volta completati riporteranno il Minareto all’originario splendore.

Sul futuro uso del Minareto è in corso un dibattito e tante sono le idee un contenitore culturale e pinacoteca che ospiti le tele di Damaso Bianchi, attualmente custodite in depositi della pinacoteca provinciale di Bari alla quale furono donate dalla vedova Bianchi.

La struttura della villa si articola su due livelli, un piano terra con aula centrale e ambienti accessori e il piano nobile con loggiati e grandi finestre, dai caratteristici profili orientali. All’edificio principale si affiancano un “minareto”, un luogo di culto di dimensioni minime e una abitazione a trulli per la guardiania e un ampio spazio verde che cinge tutto l’edificio.

Un tempo il giardino doveva restituire un frammento d’Oriente in questo angolo di Murgia, infatti il proprietario fece erigere questo monumento al ritorno da un viaggio in Tunisia, curando nei minimi dettagli la struttura architettonica, l’apparato decorativo e il rapporto con il paesaggio. Fece realizzare pavimenti, infissi e mobilio in Tunisia su sui disegni originali.

L’edificio esprime una sintesi tra culture diverse, coniugando un prezioso dualismo artistico arabo e pugliese, rendendo la struttura un piccolo ma significativo esempio di architettura orientale in Occidente.

fonti: Associazione Pro Selva, prof.sa  Maria De Mola, wikipedia

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